Vaso di espansione per riscaldamento


gruppo-autoclave A chi è arrivato in questa pagina non devo spiegare cosa è un vaso di espansione, ma sicuramente qualche consiglio non guasta per capire i dati da inserire per il calcolo della sua capacità.
Nel campo “Pi” la pressione minima (espressa in bar) che vogliamo avere nell’impianto, alla quota del vaso stesso. Questa dovrà essere compatibile con quanto richiesto dal costruttore della caldaia e con l’altezza totale dell’impianto rispetto al punto di installazione del vaso.
Se ad esempio l’impianto si estende due piani sopra al punto di installazione del vaso, in via approssimativa possiamo stabilire che servano almeno 6 m di c.a. per essere certi che appunto l’acqua sia presente almeno fino a 6 m di altezza. Stabiliremo per sicurezza una pressione di 10 m di c.a. (quindi 1 bar) da inserire nel campo “Pi”
Nel campo “Pf” fisseremo la pressione finale massima che vogliamo avere nello stesso punto quando l’impianto raggiunge la temperatura massima (quindi in condizioni di massima espansione). Questo valore dovrà garantire che non vi sia rischio di apertura della valvola di sicurezza.
La valvola di sicurezza nelle caldaiae domestiche è di solito tarata a 2.5 – 3 bar, ma è consigliabile tenersi entro un congruo margine di sicurezza (consigliamo un valore tra 1,7 e 2 bar).
Nel campo “contenuto acqua” il volume totale dell’acqua che si presuppone sia contenuta nell’impianto, costituito dall’insieme delle condutture + il contenuto della caldaia + il contenuto degli utilizzatori (radiatori – pannelli – altro).
Da ricordare che prima di riempire l’impianto ci si deve sempre accertare della pressione di precarica del vaso di espansione, anche quando sia in dotazione della caldaia, e la sua pressione deve essere regolata ad un valore leggermente inferiore (max 10%) inferiore alla pressione minima di esercizio “Pi”.
Senza nulla voler togliere agli installatori esperti, ricordiamo anche che ogni volta che si effettuano i controlli dell’impianto è ragionevole controllare la pressione di precarica del vaso di espansione. Per vedere se questa è ancora di poco inferiore alla pressione minima di esercizio.
Un controllo empirico può essere fatto osservando che la pressione massima, alla temperatura massima del fluido termovettore resti comunque abbondantemente sotto al valore di taratura della valvola di sicurezza.

9 pensieri su “Vaso di espansione per riscaldamento

  1. Michele

    Ho una stufa ravelli hrv 160 a pellet 20kw con un vaso interno di 6 Lt. L’azienda consiglia una pressione a freddo di 1 bar, ma a questa pressione la stufa con una temperatura acqua di 65 gradi e temp esterna 24 gradi mi lavora oltre i 2 bar sfiorando la massima di 2,5 dove poi scatta la protezione. L installatore mi consiglia di mettere un vaso di espansione aggiuntivo ma secondo me quello della stufa basta per il mio impianto che raggiunge poco più di 100 lt d’acqua in 8 termosifoni su una metratura di 110 mq. Al momento faccio partire la stufa con 0,6 bar e mi arriva al massimo di 1,8 bar con la stessa temperatura di cui sopra . Chi mi consiglia cosa fare per farla lavorare con una temp iniziale di 1 bar ?

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    1. admin Autore articolo

      Il solo problema della tua stufa è che il vaso di espansione da 6 litri è scarico. Non c’è aria di precarica. Senza mettersi a fare una trattazione approfondita, fai uscire acqua da un punto qualsiasi dell’impianto fino a che vedi che la pressione misurata dal manometro collassa a 0. A quel unto reimmetti acqua molto lentamente e nota che a un certo punto il manometro torna a misurare un valore qualsiasi; se farai uscire un minimo di acqua la pressione collassa, se reimmetti un minimo di acqua il valore al manometro ritorna: quello è il valore di precarica dell’aria al vaso di espansione. Quel valore di precarica dovrai farlo salire a 0.9 se vuoi partire a freddo con 1 atm, mentre lo metterai a 0.7 se vorrai partire con un 0.8 a freddo, e così via.
      In ogni caso hai ragione tu a dire che il tuo vaso è assolutamente sufficiente a servire il tuo impianto; deve solo essere precaricato alla pressione giusta (sempre un minimo sotto al punto minimo di pressione che sceglierai per la tua caldaia a freddo).

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